domenica 22 gennaio 2012

Studiando i Maestri del Design_ ETTORE SOTTSASS





Ettore Sottsass, nasce a Innsbruck nel 1917.
Si laurea in architettura al Politecnico di Torino e alla fine degli anni quaranta si trasferisce a Milano, dove comincia l'attività professionale.
Molto importante è l'incontro con Adriano Olivetti nel 1958 per la cui azienda diventa consulente del design. Nel 1981 dà vita insieme a giovani amici architetti al gruppo Memphis che discute, progettando, sul valore dell'industrial design. 
L'anno successivo apre la Sottsass Associati.
la sua ricerca progettuale è attraversata dagli esercizi con la ceramica e il disegno.
Muore a Milano nel 2007.


"Per me, il design è un modo di discutere la vita.
 È un modo di discutere la società, la politica, l’erotismo, 
il cibo e persino il design. 
Infine, è un modo di costruire, una possibile utopia figurativa 
o di costruire una metafora della vita.
Certo, per me il design non è limitato dalla necessità di dare
 più o meno forma a uno stupido prodotto
 destinato a un’industria più o meno sofisticata; 
per cui, se devi insegnare qualcosa sul design, devi 
insegnare prima di tutto qualcosa sulla vita e devi insistere anche 
spiegando che la tecnologia è una delle
metafore della vita"
Ettore Sottsass 


Da: "Maestri del Design_ Castiglioni, Magistretti, Mangiarotti, Mendini, Sottsass." 
Bruno Mondadori Editore 

Che cos'è il design?
E' una domanda generica, potremmo parlarne per una settimana.
Forse voi lo sapete già che io, da qualche tempo, distinguo il termine "industrial design" dalla parola "design".

Design in inglese vuol dire "progettare". Tutto è design; si potrebbe progettare anche un assalto al teatro di Mosca, anche quello è progetto; invece c'è un disegno particolare, specifico, che è quello che si fa per l'industria, per la produzione, per i mercati e così via: questo è "disegno industriale".
Da un pò di tempo, per fortuna o per privilegio, posso interessarmi poco all'industrial design, perchè non sopporto i vari marketing people, che ti dicono cosa devi fare. Mi considero un designer teorico, cioè uno che pensa al design, che cosa vuol dire disegnare un oggetto, darlo a qualcuno, appoggiarlo su una tavola; per esempio disegnare una sedia pensando alla cultura dello stare seduti in ufficio e non pensando all' oggetto sedia in sé.


E la funzionalità?
Io dico sempre che stando seduti su una sedia davanti a uno schermo per otto ore al giorno, la sedia non sarà mai realmente funzionale.
Ieri per esempio, ho visto un bel film cinese, la strada verso casa, nel quale c'è una ragazzina che è talmente innamorata da aspettare l'arrivo del suo amore dalla città tutta la notte sotto la neve fino a prendersi una polmonite; quell'attesa per lei è funzionale: aspetta il suo amore.


Cosa pensa del silenzio degli oggetti?
Siamo in un'epoca di consumismo.
Cosa vuol dire consumismo? Vuol dire pensare che l'oggetto abbia vita breve.
Si producono tanti oggetti ma quasi sempre hanno una vita breve e la maggior parte dei prodotti viene pensata proprio per essere consumata, magari questo non è esplicitato ma comunque si sa.
Nella mia vita ho sempre cercato di fare il contrario, di disegnare oggetti che stessero fermi e che in qualche maniera costringessero a una forma di consapevolezza della loro presenza, tant'è vero che ho avuto l'idea di mettere un basamento a qualunque cosa. Se metti una base anche alla bottiglia dell'olio, la bottiglia sta lì, non scivola via, proprio una base per fermare l'oggetto... e poi sono molto innamorato del peso delle cose.
Vorrei che gli oggetti non fossero silenziosi ma costringessero al silenzio chi li usa, chi li guarda.
Silenzio nel senso di una awareness, di una consapevolezza che si stanno usando, che si stanno toccando...
L'esempio che faccio sempre è di sottolineare la differenza tra il bere acqua in un bicchiere di carta durante una sosta presso un distributore di benzina o berla in un bicchiere di cristallo. La "partecipazione" che si ha nei due casi è completamente diversa: nel primo caso si beve in fretta e la carta oleata dà quasi fastidio; nel secondo caso il cristallo non ha sapore ed è fragile, per cui si sa già che ci si deve mettere in una situazione di ritualità nei riguardi di questo oggetto... /... Ci sono differenti modi di bere, differenti contenitori, a volte anche l'uomo e le sue mani diventano un oggetto.


Progettista e artista: qual'è la differenza?
L'architettura si abita mentre l'arte si guarda; questa è una differenza fondamentale.
L'architettura è un'esperienza fisica e sensoriale perchè ci si va dentro.


Alla fine chi è l'architetto?
Quello che si cura degli altri!


Esiste ancora qualcosa da inventare?
Dipende da cosa si intende per "inventare". Se inventare significa voler scioccare certamente si può sempre scioccare qualcuno, se inventare vuol dire essere sempre aderenti alla dinamica esistenziale e alla dinamica del mondo, anche in questo caso c'è da inventare.
Alla mia età mi accorgo che sto fermo e non riesco più a saltare sul treno perchè non è più possibile, ormai posso solo capire qualche cosa; invece i giovani possono essere la dinamica del mondo.
A una certa età non si può più essere la dinamica, si può capire; sono i giovani a dover inventare la propria vita, quelli bravi che hanno voglia di parlare e di capire cosa succede tra se stessi e il mondo.


...











Foto scattate dalla sottoscritta alla Mostra alla Museo della Triennale di Milano "Le fabbriche dei Sogni" il 5/01/2012

sabato 22 ottobre 2011

Meo & Zizì by Bruno Munari

“Era nata da poco la gommapiuma con la quale venivano realizzati materassi e imbottiture varie. Un giorno un dirigente della Pirelli mi chiede: – Che cosa si può fare con la gommapiuma oltre che materassi? Mi feci dare alcuni campioni di questo nuovo materiale e cominciai una sperimentazione per capire quali altre cose si potevano progettare in modo che l’oggetto progettato fosse coerente col materiale e con le sue qualità. La qualità più evidente si manifestava attraverso il tatto. Un qualunque pezzo di gommapiuma, manipolato da un bambino, comunica la morbidezza, l’elasticità del materiale che sembra vivo e che, a un bambino, fa venire in mente la stessa sensazione che si prova a tenere in braccio un gattino o un piccolo animaletto. Provai quindi a pensare a dei giocattoli realizzati in gommapiuma e, logicamente mi interessai dell’aspetto tecnologico sul come si fa a costruire oggetti in gommapiuma, come deve essere lo stampo, cosa si può inserire nel materiale per permettere una eventuale manipolazione dell’oggetto e, perfino, se non era possibile anche dare un odore gradevole al giocattolo. Dopo varie prove nacque questo gatto (e successivamente la scimmietta Zizì) che aveva al suo interno uno “scheletro” di filo di rame per poterlo piegare e metterlo in posizioni diverse. I baffi del gatto Meo erano di nailon.

Bruno Munari da “Codice Ovvio”, Einaudi


Fonts:
http://www.labogattomeo.it/6.html; http://www.metaforum.it/archivio/2009/showthread3d74.html?t=9531;
http://www.educational.rai.it/lezionididesign/designers/MUNARIB.htm



                                                                         Zizì
                                                            Meo

giovedì 4 agosto 2011

KEITH HARING'S WORLD



Spopola, è ovunque. Magari c'è anche a casa nostra e non lo sappiamo. Parlo ovviamente dell'opera di Keith Haring (1958 - 1990), pittore e writer statunitense, i cui disegni sono letteralmente ovunque. Li troviamo nei più classici segnalibri, portafoto e magliette, ma anche scarpe, col tacco e non, teli da mare, completi per il letto, agende, bottiglie, cover per telefonini, wallpaper, pigiami, borse, biancheria intima, palloncini, porta cd, poltrone, bicchieri di cartone, mouse ottici, tovagliolini per i più piccoli, scatole per cioccolatini, vinili, giochi Domino, soffitti di ristoranti e tettucci di auto. Insomma, realmente OVUNQUE.
Chissà se lo stesso Haring si immaginava tutto questo successo....



Il RossO è uno dei colori più forti. E' come il sangue, colpisce l'occhio.
Credo che sia per questo che i semafori sono RossI, come i segnali di StoP.
Uso sempre il RossO nelle mie opere.(Keith Haring)





                                                        Apocalisse II e I sopra

                                                  Il tettuccio dellnuova Fiat 500

                                          Alcuni dei modelli firmati Tommy Hilfiger

                                                  Costumi e borse Joy Rich

                                     Completi letto e teli mare Zambaiti Concept


                                                  Soffitto di un Ristorante Italiano a New York
                                                   Wallpaper Absolt Vodka

                                                          


                                                               Bottle By Sigg
E chi più ne ha più ne metta!!!!

COMPASSO D'ORO 2011

Assegnati a Roma, il 12 Luglio, i 19 Compassi d'oro, i premi più autorevoli in fatto di design. E un premio speciale a Carlo Petrini.
Per la prima volta a Roma, al Macro Testaccio La Pelanda, si è svolta la premiazione più importante riguardante il Design made in Italy.
Ben 19 i designer e le aziende premiati, doppio premi ad Alessi ed un premio speciale a Slow Food di Carlo Petrini per il design dei servizi.



Ecco la lista dei 19 Compassi d'oro 2011
1. Pasta Pot di Patrick Jouin per Alain Ducasse per Alessi  (Index 2008)

2. Tonale di David Chipperfield per Alessi (Index 2010)

3. Steelwood Chair di Ronan&Erwan Bouroullec per Magis (Index 2008)

4. Smith di Jonathan Olivares per Danese (Index 2008) 

5. Myto di Konstantin Grcic per Plank Collezioni (Index 2008)

6. Teak Table di Alberto Meda per Alias (Index 2008)

7. Fiat 500 di  Fiat Group Automobiles Design per Fiat Group Automobiles (Index 2008)

8. Hope di Francisco Gomez Paz, Paolo Rizzatto per Luceplan (Index 2010)

9. DRM Design Research Maps di Stefano Maffei, Paola Bertola, Massimo Bianchini, Beatrice Villari (Dipartimento INDACO – Politecnico di Milano) per Rete SDI - Sistema Design Italia, CPD- Conferenza dei Presidi di Design, CDD –Coordinamento dei Dottorati in Design (Index 2008) 

10. Frida di Odoardo Fioravanti per Pedrali (Index 2009) 

11. Napoli Teatro Festival Italia di Tassinari/Vetta - Leonardo Sonnoli e/and Paolo Tassinari per Fondazione Campania dei Festival (Index 2009) 

12. Multiverso - Icograda Design Week Torino 2008 di Zup Associati per AIAP (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) e/and Icograda (International Council of Graphic Design Associations) (Index 2009)

13. Nuur di Simon Pengelly per Arper (Index 2010)
14. Elica di Brian Sironi per Martinelli Luce (Index 2010) 
15. Yale di Jean-Marie Massaud per MDF Italia (Index 2010) 
16. Domo XIX Biennale dell'Artigianato Sardo di Italo Antico, Alessandro Artizzu, Lee Babel, Berselli Cassina Associati, Andrea Bruno, Vittorio Bruno, Maria Calderara, Annalisa Cocco, Antonello Cuccu, Adriana Delogu, Lia Di Gregorio, Angelo Figus, Giuseppe Flore, Antonio Fogarizzu, Valentina Follo, Giulio Iacchetti, Nilla Idili, James Irvine, Setsu & Shinobu Ito, Ugo La Pietra, Marta Laudani e/and Marco Romanelli, Paolo Marras, Tomoko Mizu, Roberta Morittu, Palomba Serafini Associati, Eugenia Pinna, Gianfranco Pintus, Pierluigi Piu, Florence Quellien, Salvatore+Marie, Alessio Tasca, Paolo Ulian, Nanda Vigo per Ilisso Edizioni (Index 2010) 
17. Rossa. Immagine e comunicazione del Lavoro 1848-2006 di N!03 con Stefano Vellano, Luigi Martini per Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario CGIL (Index 2008)

18. Sunset di Hangar Design Group per Movit - Pircher Oberland (Index 2008) 
19. Lab 03 di Ludovica + Roberto Palomba per Kos (Index 2009)

PASTA POT
 La pentola sfrutta un antico metodo di cottura, usato dai raccoglitori di olive e ispirato al concetto di “concentrazione”, dove l’amido liberato dalla pasta resta legato agli alimenti e i sapori non si diluiscono. La casseruola di forma conica è in trilamina, un materiale che distribuisce in modo omogeneo il calore, facilitando così la cottura degli alimenti. Il manico lungo, alleggerito per non sbilanciare la casseruola, è cavo per non surriscaldarsi e sagomato in modo da poter accogliere nel suo spessore il cucchiaio; quest’ultimo, realizzato in melammina, è adatto sia per mescolare che per servire il cibo e ha una forma che permette di accompagnare perfettamente la curva di raccordo del fondo della casseruola. Il coperchio è caratterizzato da una tranciatura curva che permette la regolazione della fuoriuscita del vapore durante l’uso e presenta un’aletta che impedisce al vapore caldo di uscire sul manico e surriscaldare la zona di impugnatura. Il “Pasta Pot” è completato da un sottopentola.


TONALE




Il servizio da tavola Tonale by Alessi, è una collezione apparentemente casuale di oggetti che si ispira alle ceramiche orientali. L’architetto inglese David Chipperfield ha operato una scelta di tipologie, definendole dopo lunghe ricerche delle forme e delle proporzioni. A queste ha applicato lo studio cromatico dell’artista italiano Giorgio Morandi, un elegante e colto riferimento pittorico, declinato in modo che solo un colore, il grigio pallido, sia disponibile su tutte le tipologie. Il servizio completo è composto da piatto piano, piatto fondo, piatto da dessert, capienti ciotole, insalatiera, bicchiere, tazzina, piattino, piatto in legno e vassoio. Realizzati in ceramica stoneware nelle diverse tonalità, i pezzi sono sovrapponibili e intercambiali tra loro e i vari accostamenti creano armonie di colori per apparecchiature sempre diverse. Completa la serie il colore dark green per il vassoio in acciaio smaltato.


STEELWOOD CHAIR




Nuovo progetto dei fratelli Ronan & Erwan Bouroullec per Magis, la Steelwood Chair è una sedia ad alto contenuto tecnico, che nasce da un radicale e innovativo assemblaggio. Seduta elegante e confortevole, presenta una combinazione unica di due materiali tradizionali: acciaio e legno. Il sedile e le gambe sono in massello di faggio naturale o verniciato, la parte superiore con schienale e braccioli è in lamiera verniciata. La particolare curvatura dell’elemento superiore in metallo ha richiesto un considerevole impegno ai Bouroullec, richiedendo 10 successive fasi di lavorazione. La sedia è destinata a diventare più bella nel tempo, una volta acquistata una piacevole patina dovuta all’uso e agli anni. La sua silhouette classica ne fa un pezzo semplice e adattabile a ogni contesto, sia una terrazza all’aperto che un gradevole tavolo da pranzo nel living. E’ disponibile in quattro diverse versioni cromatiche, da scegliere secondo il proprio gusto.




Font: http://temi.repubblica.it/casa/2011/07/12/compasso-doro-2011-ecco-i-premiati/http://atcasa.corriere.it/http://www.adi-design.org/compasso-d-oro.html

venerdì 13 maggio 2011

PIANA, David Chipperfiel per Alessi

Piana, è il progetto di debutto di Alessichair by Lamm, disegnata dall'architetto David Chipperfield. 
Presentata al Salone di Milano 2011, ad un festoso Fuori Salone, Piana, pesa meno di 5 chili e, la si può impilare, accatastare, trasportare su carrello e appendere a un gancio.
Disponibile in sei colori moda - white, traffic black, pebble grey, patina green, raspberry red e saffron yellow -  è prodotta in polipropilene ed è completamente riciclabile!



font:http://www.living24.it/piana-design-david-chipperfield-alessichair-by-lamm/0,1254,58_ART_3940,00.html

mercoledì 12 gennaio 2011

L'ora che vogliamo noi, a ogni nostro gesto

Bruno Munari per Swatch: l'ultima opera nel 1997
Dodici piccoli dischi con i numeri delle ore sono posti tra due vetri davanti al quadrante e si possono muovere liberamente a ogni movimento del polso: ciò contribuisce a sfaldare completamente la concezione del tempo...
Ideale per chi è sempre in ritardo, per chi vive con la testa perennemente fra le nuvole, per chi vive la vita attimo dopo attimo.






Font http://designsbiutto.splinder.com/

domenica 9 gennaio 2011

Art Bag, dodici borse limited edition

Collezione di 12 modelli di borse, limited edition, presentate da  Borbonese e la fondazione Roy Lichtenstein.
Un tributo all'artista pop Roy Lichtenstein!